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THE VIRTUOSO FLUTE - Dennis E. Ferrara REVIEW


PORSCHE MAGAZINE - Verdi-Briccialdi: Operatic Fantasies for Flute and Piano


INTERVISTA CON SEPTEMBER PAYNE - Leggi qui


"COME SUPERARE IL CAPO DI BUONA SPERANZA INFISCHIANDOSENE DELLE DIFFICOLTA'" - Jean Ballet - Leggi qui


A due anni dall'incisione, arrivano sul mercato le interpretazioni di Raffaele Trevisani relative a tre Concerti per flauto e orchestra di Mercadante. Un compact disc reso tanto più pregevole, oltre che dalle sue qualità prettamente musicali, in virtù dell'arricchimento portato a un panorama discografico piuttosto scarno, anche se, per quanto riguarda le selezioni, sono gli stessi tre Concerti qui presentati a ritrovarsi pressoché in tutte le antologie; come pure in quella, ormai storica, che vede impegnato nel ruolo di solista Sir James Galway (RCA, con i Solisti Veneti di Claudio Scimone), del quale proprio Trevisani rappresenta, tra i tanti presunti eredi e gl'innumeri frequentatori delle masterclass, l'unico allievo in senso stretto; l'unico, cioè, a essersi formato per intero sotto la sua guida. Ciononostante, le letture del flautista italiano si staccano sensibilmente da quelle dell'antico maestro. In primo luogo, per una maggiore fedeltà al testo: primo indizio del suo diverso atteggiamento. Laddove, infatti, Galway, attraverso l'inserimento di una serie di varianti tecnicamente sempre più spinte, persegue un'ulteriore enfatizzazione della componente virtuosistica, Trevisani - puntualmente assecondato dalla Moscow Chamber Orchestra, diretta da Constantine Orbelian - preferisce porre l'accento sulla natura cantabile dell'invenzione di Mercadante; esaltando la purezza dei profili melodici, morbidamente dipanati in modo tale da permettergli un raffinato gioco di piccoli indugi, di sottigliezze d'eloquio di sapore squisitamente vocale. Seppur conservata, la dimensione brillante di queste pagine appare ridimensionata entro un'ottica di tipo belcantistico, così da restituire la scrittura del compositore di Altamura a quello stesso linguaggio del melodramma da cui trae originariamente le mosse.
Musica Gennaio 2008

L’interpretazione di Trevisani possiede, oltre alla brillantezza dello scintillio virtuosistico, una qualità di suono, una finezza interpretativa, un’eleganza e una leggerezza del fraseggio, una freschezza musicale che la rendono assolutamente apprezzabile da cima a fondo.
Amadeus dicembre 2004

Raffaele Trevisani possiede un suono straordinario, omogeneo e pastoso, in particolare nella zona grave, e la qualità non viene mai meno, neppure nei passaggi più funambolici: a tale proposito i pezzi di Doppler, Sarasate e Borne sono stati una continua palestra di virtuosismi………..Paola Girardi si è dimostrata sensibilissima camerista e fra i due si avverte un’intesa che va oltre la musica. Deliziosa l’interpretazione del duo nella sonatina di Dvorak per la duttilità dei cantabili resi da Trevisani e la delicatezza e l’energia (laddove serve) della Girardi. Da ascoltare la facilità con cui il flautista supera e risolve i passaggi più impervi: ottima l’agilità e chiarissima sempre la scrittura musicale anche nei punti in cui la “densità” di note potrebbe offuscarla. Concerto concluso con due brani fuori programma...
L’Arena (Verona) ottobre 2004

Un suono di flauto morbido e cantabile ha attraversato la Sala del Duca Federico Augusto del Casinò di Wiesbaden. Con la sua eccellente accompagnatrice Paola Girardi il flautista Raffaele Trevisani ha presentato al pubblico alcune composizioni solitamente poco ascoltante nelle sale da concerto. Il tono popolare e timidamente rassegnato del lied di Schubert (op.160) ha ricevuto in questa interpretazione una rifrazione virtuosistica che Trevisani ha realizzato con perlata semplicità variando un linguaggio sonoro morbido e differenziato. Attraverso uno schizzo giocoso e rifinito, con slancio danzante, ha dominato il primo e l’ultimo movimento di una Sonata tonale di Hindemith; il secondo movimento invece ha ricevuto contorni più riflessivi e poetici. Con l’interpretazione di Undine di Carl Reinecke egli ci ha portato in ambiente romantico. L’artista fa sorgere la ninfa dalle acque con eccellente tecnica, in un gioco turbinoso di onde, con tratti fini, luminescenti e arpeggianti, in modo pittoresco e come con fuochi fatui, magistralmente assecondato da Paola Girardi. Nella Sonata op. 94 di Sergej Prokofiev una gioia di suonare esaltante ha dominato i movimenti veloci. Nell’Andante invece prudenza e interiorizzazione hanno costituito il baricentro dell’interpretazione. Lo Scherzo si è trasformato in un brillante artificio. Nell’Allegro con brio conclusivo, la scena musicale è stata dominata da un suono rischiarato con colore, marcato e accentuato, con accenti lampeggianti. Gli ascoltatori hanno ringraziato a lungo, con applausi e ovazioni entusiastiche, rapiti dalla vitalità e dalla tensione di questo finale di un concerto eccellente, e sono stati poi ricambiati con bis e tris.
Wiesbadener Tagblatt Dicembre 2004

" ...Il pezzo seguente era il concerto in re minore per flauto e archi di Carl Philip Emanuel Bach. La Moscow Chamber orchestra ha così avuto la chance di presentare al pubblico Raffaele Trevisani, arrivato pochi giorni prima dall'Italia. Trevisani ha suonato il suo flauto d'oro Muramatsu con una naturalezza così eloquente che in certi momenti il suono del flauto si fondeva in maniera così naturale con quello dei violini che pareva non esserci differenza. L'elegante danza di Trevisani con i celli è stata sorprendente, da togliere il respiro, con l'azione veloce dei colpi d'arco che si univa perfettamente alla velocità delle mani del flautista. E' seguita una tripla ovazione e nell'intervallo il pubblico si è come risvegliato, rendendosi conto di aver avuto la fortuna di essere stato testimone di un grande talento."
Lompoc Record, CA gennaio 2004

La bellezza del suono del flauto d'oro di Raffaele Trevisani, assecondato dall'intelligente sensibilità musicale della pianista Paola Girardi, ha guidato il pubblico in un affascinante itinerario nel repertorio flautistico. La lettura della sonata di Bach offerta dal duo è stata consapevolmente "moderna" nella scelta dei tempi e delle sonorità. L'affiatamento del duo e la straordinaria ricchezza timbrica del flauto di Trevisani sono apparsi straordinari ed hanno fatto felicemente rivivere anche la freschezza d'ispirazione della sonatina di Dvorak. Nella sonata di Donizetti e nella Meditation di Massenet Trevisani rende magnificamente lo spirito del virtuosismo belcantistico [...] fino ad arrivare all'esecuzione della sonata op.94 di Prokofiev. Pagina estremamente impegnativa, tecnicamente e musicalmente, che gli interpreti hanno affrontato con assoluto dominio e con una cura particolare della cantabilità e della nitidezza del suono anche nei passaggi più difficili, con un pieno coinvolgimento emotivo. Il pubblico, attentissimo, ha risposto con calorosi applausi.
Il Biellese - agosto 2002

“Un duo romantico nella chiesa di San Valentino in Kiedrich. Romantico perché i colori del suono dei due strumenti hanno creato un’atmosfera lirica e poetica anche se le composizioni appartenevano a diverse epoche. Il pubblico si è lasciato avvolgere da questi sentimenti e il sensibile ed elaborato gioco musicale dei due strumentisti ha entusiasmato il pubblico. Il programma era vasto e toccava varie epoche. Il virtuosismo ha riguardato soprattutto Rossini e Saint-Saens che sono stati eseguiti con una vasta tavolozza di colori. Donizetti sembrava invece un’aria di belcanto … Meraviglioso il modo in cui i musicisti sono riusciti a trasmettere il fluttuare delle onde in “en bateau” di Debussy. Il dialogo tra i due concertisti è apparso forte ma allo stesso tempo leggero e rilassato con elementi folkloristici nella fantasia di Harty, flessibile e in stile nella sonata di Haendel: In tutto il programma si è riscontrata una perfezione tecnica unita al suono dolce e fine di Trevisani e al suono festoso ed esuberante della Prandina.
Wiesbadener Tagblatt (Wiesbaden) Germania 2000

Il concerto del 28 luglio, con Raffaele Trevisani al flauto e Paola Girardi al pianoforte, ha messo in luce le capacità tecniche ed interpretative di Raffaele Trevisani, una sonorità impeccabile, anche nei passaggi virtuosistici, sempre di altissima qualità nei vari registri, il fraseggio estremamente fluido e colorato. Il flauto traverso è uno strumento di grande fascino ma qualche volta viene relegato a strumento di secondo piano; suonato da un grande interprete come Raffaele, esso diventa certamente uno strumento di primo piano.
Corriere Adriatico (Ancona) 10 agosto 2000

"Trevisani ha subito dimostrato tutto il suo talento con una perfetta tecnica di respirazione, articolazione e fraseggio, ha saputo inoltre trasportare il tipico modo "violinistico" di pensare di Corelli sul flauto. Nella sonata 'La Tempesta' Trevisani ci ha incantati con una tecnica brillante, ma soprattutto con la perfetta sintonia col pianoforte anche nel difficile 'ping-pong' del terzo movimento. La sonata di Donizetti e l'assolo nel 'Concerto Italiano' op.82 hanno evidenziato tutta la virtuosa arte di Trevisani... Il modo magico di suonare del duo e la loro arte interpretativa così alta e profonda ha reso la serata uno dei momenti culminanti ed indimenticabili dei concerti di Potsdam. 'Il Carnevale di Venezia' di Briccialdi è stato eseguito da Trevisani con estrema leggerezza e raffinatezza. Anche in questo brano Paola Girardi ha accompagnato suo marito con grande sensibilità."
Potsdamer Neue Nachrichten (Potsdam) Germania 1999

"Brillante, turbolento, bravo: Raffaele Trevisani interpreta musica italiana. Tecnica brillante in Corelli… Rossini… Donizetti… e alla fine nell'assolo del 'Concerto Italiano' di Demerssman's, suonato con pathos e bravura... melodioso dialogo fra lo strumento solista e il pianoforte… grande sintonia con la sensibile Paola Girardi al pianoforte. Il giovane flautista italiano ha il massimo controllo sul suo strumento: la sua corretta respirazione gli permette di creare fantastiche colorature, con suoni elegiaci e canto espressivo. Sicuro di sé, si muove nei vari stili delle diverse epoche con estrema facilità."
Markische Allgemeine (Potsdam) Germania 1999

"Il duo di Raffaele Trevisani e Paola Girardi ha saputo regalarci una interpretazione amabile della sonata di Donizetti e di quella di Prokofiev."
Frankfurter Zeitung (Francoforte s. M.) Germania 1999

"Debutto londinese per un flautista italiano allievo di un irlandese: Raffaele Trevisani è uno dei pochi allievi di James Galway. Ha ereditato molte delle sue qualità, sviluppandone altre autonomamente. Il suo programma di Corelli, Donizetti, Mozart e Schubert ha rivelato ottimamente il suo suono brillante e la sua splendida tecnica… Trevisani ha suonato i ricami musicali di Schubert con una 'non-chalance' che non è riuscita a mascherare il suo evidente virtuosismo. Raffaele Trevisani e Paola Girardi hanno quindi fatto apparire tutte le qualità magiche del capolavoro di Prokofiev (la Sonata di in re maggiore op. 94 n.d.r.) in un'interpretazione di elettrizzante chiarezza: ogni sfumatura della meravigliosa scrittura lirica dell'autore è stata scolpita con grande precisione artistica… un'esecuzione di rara altezza. Gli applausi e le grida di approvazione che sono seguiti erano più consoni al Teatro alla Scala che alla Wigmore Hall."
Pan (Londra) Inghilterra 1998

"Il flautista italiano Raffaele Trevisani, ha creato l'atmosfera ed ha ispirato il M.o Flavio Florence nella costruzione di un programma omogeneo e accattivante. Il primo brano, il concerto del compositore armeno Aram Khachaturian (1903-1978) che James Galway ha trascritto dal concerto per violino originariamente dedicato al violinista russo David Oistrakh, richiede molto dal solista e Trevisani lo ha suonato benissimo, specie nell'ultimo movimento, un "Allegro vivace" ricco di colori."
Diario do Grande ABC (San Paolo) Brasile 1998

"Raffaele Trevisani ha eseguito le ariose melodie del Concerto in re maggiore di Mozart con pienezza di suono e con un vibrato espressivo e vitale. Il solista e l'orchestra hanno bruillantemente suonato all'unisono."
Stuttgarter Nachichten (Stoccarda) Germania 1998

"Virtuosa interpretazione, ricca di sfumature del Concerto K 314 di Mozart da parte del flautista Trevisani"
Stuttgarter Zeitung (Stoccarda) Germania 1998

"Trevisani ha un suono molto timbrato, specialmente nella zona grave, che gli consente un'espressività morbida, adattissima al repertorio romantico… Paola Girardi è una pianista solida che affronta senza preoccupazioni anche i passaggi più pericolosi e allo stesso tempo dispone di sonorità belle e pastose "
L’Arena (Verona) 1997

"Il solista Trevisani ha brillato per le sue qualità musicali… ha suonato il Concerto K314 di Mozart con grande musicalità e suono intenso, lasciando trasparire dall'inizio alla fine un carattere brioso e danzante"
R.N.Zeitung (Stoccarda) Germania 1997

"Magnifica performance… due interpreti di grande bravura… bellissimo suono di Trevisani, sostenuto con molta perizia e sensibilità dalla pianista Girardi… affiatamento completo… la sonata di Pierné ha messo in alla prova le magnifiche doti musicali dei due artisti, capaci di realizzare la "naturale versatilità" dell'autore… un pubblico numerosissimo ha tributato ai musicisti calorosi applausi, interminabili ed intensi…"
Il Cittadino (Monza) 1996

"Un duo italiano di alto livello… il flautista Raffaele Trevisani è stato molto più che solo accompagnato dalla pianista Paola Girardi, che ha realizzato un equilibrio sonoro esemplare durante tutto il concerto con un tocco preciso e con l'uso dotato del pedale… con la poco eseguita sonata di Pierné il duo ha dimostrato una volta di più la versatile competenza stilistica e con Schubert e Sarasate si è evidenziata la grande capacità virtuosistica del flautista."
Neue Luzerner Zeitung (Lucerna) Svizzera 1996

"Un flauto incantatore. I due strumenti hanno mostrato un affiatamento al limite della perfezione… Trevisani ha esibito un suono accattivante e pulito… e ha il merito di aver trovato dall'inizio accenti suadenti e perfetta intonazione, mantenendo ben salda la migliore calibratura dell'emissione…"
L’Isola (Catania) 1996

"Trevisani ha profuso la sua valida arte di raffinato interprete… mostrandosi elegante nel porgere le originalità armoniche e ritmiche, ed apparendo molto incisivo e coinvolgente… le sue interpretazioni sono ricche di attimi di intensità lirica… riesce ad addentrarsi agevolmente nella pagina musicale che interpreta. Altrettanto valida la collaborazione con la pianista Girardi: la sua lettura musicale è risultata ben architettata ed anche la gamma di colori della sua tavolozza sonora si è rivelata infinitamente ampia."
Gazzetta del Sud (Messina) 1995

"Il giovane Trevisani è un vero maestro del suo strumento… ha convinto per la sua perfetta tecnica respiratoria, il suono rotondo e flessibile, la sua tecnica di mano e il suo intuito per la poesia e i momenti drammatici… ascoltarlo è un vero piacere: le frasi legate respirano, i colori si espandono… al pianoforte Paola Girardi si è rivelata partner di uguale valore ed un'interprete sicura, piena di temperamento"
Der Bund (Berna) Svizzera 1994

"Mr. Trevisani ha incantato la sala gremita di pubblico con un'eccellente tecnica ed un incomparabile suono … Suonando la difficilissima Partita di Bach è riuscito a controllare nobilmente la melodia. In Mozart ha creato un'intima atmosfera. Tra i bis il più impressionante è stato Haruno Umi di M.Miyagi, suonato con suono puro. Anche la pianista Girardi si è rivelata interprete raffinata… fantastico ensemble."
The Flute (Tokyo) Giappone 1994

"Successo di pubblico per I Cameristi della Scala e Raffaele Trevisani: un flauto dal suono puro e nobile… che ha messo in luce nel concerto di C. Ph. E. Bach's la sua tecnica brillante… e nel concerto di Mercadante si è lasciato andare mettendo a nudo lo stile operastico fatto di raffinatezze timbriche."
La Notte (Milano) 1993

"Eleganza e poesia sono le caratteristiche principali del modo di suonare di Raffaele Trevisani, esibitosi al Civico Auditorium di Okinawa… L'esecuzione di musiche da Mozart a Borne con la pianista Paola Girardi è stata in ogni attimo pulita e piena di sensibilità… interpretazione meravigliosamente bilanciata nel corso di tutta la serata. Il suono di Trevisani è stato costantemente argenteo, ben controllato, con frasi fluenti e immacolate, caldo, invitante, sempre appropriato, mai gridato nel registro acuto e nel vibrato. Un tipico senso italiano nel gusto e nelle proporzioni: mai dinamiche esagerate nell'effetto o frasi eccessivamente drammatizzate… è stato veramente fantastico ascoltare questo promettente flautista italiano come solista."
Okinawa News (Naha) Japan 1993

"Il flautista Raffaele Trevisani con I Cameristi della Scala ha dato una lettura musicale e concentrata del concerto di C. Ph. E. Bach… il drammatico finale eccitato dalla febbrile prestezza del flauto di Trevisani "
Il Giornale (Milano) 1993

"Bellissima tecnica del flautista Trevisani, ineccepibile anche in movimenti rapidissimi… grande virtuosismo… eccellente sicurezza. Apprezzatissimo il concerto dei due giovani artisti che coniugano una tecnica strumentale di grande valore con un alto acume interpretativo… l'affiatamento con la pianista Girardi fa dei due esecutori una sola creatura musicale, pulsante di giovanile vivacità … "
Brescia Oggi (Brescia) 1993

Nell' Aria da Bachianas Brasilieras no.5 di Villa Lobos, Trevisani ha saputo trasmettere le intense suggestioni della "saudade"."
Corriere di Novara (Novara) 1993

"Flauto e arpa per sognare a Firenze per Settembre Musica… bravissimi i solisti Trevisani e Prandina… un flautista molto agguerrito e musicalissimo… accordo tra i due solisti ottimo… applausi scroscianti"
La Nazione (Firenze) 1992

"Gradevolissimo concerto… suggestiva e coinvolgente la Meditation di Massenet, suonata da Trevisani con particolare sensibilità musicale. Applauditissimo bis… ottima performance dell'elegante e professionale duo"
La Gazzetta di Pesaro (Pesaro) 1992

"A parte l'aspetto interpretativo notevole nel giovane Trevisani, abbiamo lodato la cura e la pulizia del suono in tutte le sue sfumature, non tralasciando l'aspetto tecnico, decisamente notevolissimo "
Il Cittadino (Monza) 1991

"Trevisani e l'arpista Luisa Prandina hanno dimostrato un'intesa sorprendente… dialogo eccellente che trova nelle raffinate cadenze solistiche del concerto uno dei momenti più alti dell'esecuzione… i due solisti hanno brillato per intensità, partecipazione e qualità del suono... e il pubblico, dopo averli chiamati alla ribalta per più volte, ha costretto i due solisti e con loro "I Solisti Veneti" con la bacchetta di Scimone, a ripetere il movimento finale del Concerto K 299 di Mozart, conclusosi fra trionfali acclamazioni"
Il Giornale (Milano) 1991

"Il duo formato da Raffaele Trevisani e Luisa Prandina è una formazione cameristica caratterizzata da entusiasmo interpretativo, cura per i particolari, eleganza esecutiva…"
La Provincia (Como) 1991

"Teatro Donizetti gremito… il concerto per flauto, arpa e orchestra ha evidenziato l'affiatamento dei due solisti soprattutto nell'Andantino grazie alla coerente e sostenuta cantabilità del flauto di Raffaele Trevisani."
Il Giornale di Bergamo Oggi (Bergamo) 1991

"Pregevolissimo concerto del duo flauto e arpa composto da Raffaele Trevisani e Luisa Prandina. I concertisti hanno messo in luce particolari qualità d'esecuzione… un'eccellente prova…"
Il Resto del Carlino (Bologna) 1991

"Il flautista Raffaele Trevisani e l'arpista Luisa Prandina. Oltre a possedere un'ottima tecnica, sono riusciti a porsi sulla stessa lunghezza d'onda, ottenendo con forte partecipazione risultati eccellenti"
Il Giornale (Milano) 1990

"Tutto il concerto è stato improntato ad una continua sorpresa… l'esecuzione de "I Solisti Veneti" è stata molto viva, sorretta dall'apporto di eccellenti solisti quali Clementine Hoogendorn e Raffaele Trevisani."
Il Gazzettino (Vicenza) 1989

"Tutto esaurito per il concerto di Raffaele Trevisani e Maxence Larrieu… si è apprezzata l'autorevolezza espressiva di Trevisani, la sua qualità timbrica, la tecnica agile, il suono preciso. "
L’Unità (Milano) 1988